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	<title>inverno Archivi - Deborah Pavanello</title>
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	<description>Naturopatia &#38; Yoga</description>
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	<title>inverno Archivi - Deborah Pavanello</title>
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		<title>La pelle: tre aiuti contro il freddo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2017 16:21:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni stimolo che giunge dall’esterno viene percepito dalla nostra pelle, soprattutto se è di quelle ipersensibili la cui caratteristica è di rispondere in modo eccessivo alle stimolazioni. L’ipersensibilità si manifesta con arrossamenti, grande secchezza, prurito e anche tendenza alla couperose, cioè la comparsa di piccole venuzze sulle gote che col tempo possono diventare molto visibili. Il freddo, le radiazioni ultraviolette del sole, l’inquinamento sono alcune delle cause che peggiorano lo stato di questo tipo di pelle. Bisogna inoltre fare molto attenzione a non usare prodotti per la pulizia e cosmetici non adatti o troppo aggressivi. La pelle si può poi sensibilizzare ad allergeni, come i detersivi, i profumi, il nickel, o soffrire di piccole difficoltà del microcircolo che non nutre a dovere uno strato cutaneo che si fa sottile, facilmente irritabile e che altrettanto facilmente si disidrata. Quel che serve è quindi cercare di lenire il rossore, idratare e favorire la produzione del corretto film idrolipidico. Se per uso interno vi sono diversi integratori che vanno scelti in modo oculato e si differenziano da persona a persona: il Rusco, la Vite rossa, il Mirtillo nero, l’Amamelide, ecc. esternamente, soprattutto nei mesi freddi, si possono alternare i seguenti rimedi: Olio di [&#8230;]</p>
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		<title>L&#8217;inverno, le spezie e una tazza piena di sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 16:36:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni rimedi, per profumo, consistenza ed effetto hanno un particolare utilizzo durante la stagione fredda. I semi caldi, le spezie e gli agrumi sono tra questi. Il solo pensiero riscalda e conforta, porta in luoghi lontani, spegne la mente razionale e libera la fantasia. Sul lato pratico, il sostegno che questi rimedi danno contro raffreddore e influenza non sono da sottovalutare. Di facile preparazione, sono anche una piccola-grande coccola che possiamo concederci per rallentare, rintanati nel nostro posto preferito per prenderci cura di noi. Vi lascio una ricetta collaudata: 3 stelle di anice stellato, 1 cucchiaio di scorza d&#8217;arancio, 5 gr. di scorza di cannella, 4 chiodi di garofano, 3 tazze d&#8217;acqua. Mettere le spezie in un pentolino con l&#8217;acqua, portare a ebollizione e lasciare bollire 1-2 minuti. Filtrare e bere durante la giornata. Se si desidera dolcificare, sconsiglio ovviamente lo zucchero. Meglio un cucchiaino raso di miele di Eucalipto (per proteggere la gola) o di Tiglio (per rilassarsi). foto di Photo by Erwan Hesry + Kira auf der Heide</p>
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		<title>Echinacea Vs. Propoli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 10:55:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Stagione di influenza e raffreddori. Due dei rimedi più conosciuti, sul banco di tutte le erboristerie, sono Echinacea e Propoli. Spesso presentate come analoghe, non sono però la stessa cosa e non è detto che possano essere utilizzata l’una per l’altra. Iniziamo con un’informazione base: l&#8217;Echinacea è una pianta officinale, la Propoli è un prodotto apistico, deriva cioè dall&#8217;attività dell’alveare (come il miele, per intenderci). I principi attivi che contengono sono molto differenti, ma non vi starò a tediare con faccende di fitochimica (che a volte tolgono la poesia e riducono un essere vegetale a pure molecole). Vorrei descrivervi le attività e quindi far capire in modo semplice quale rimedio è più adatto, in modo che ognuno possa scegliere quello più giusto, almeno finché si tratta di piccoli disturbi che non richiedono il ricorso a uno specialista. L&#8217;Echinacea proviene dalla tradizione dei nativi americani, per i quali rappresentava una pianta di grande protezione, tanto che la sua radice veniva portata in battaglia dai guerrieri come talismano. Qui in Europa ne usiamo non solo la radice (che trovate in tisane, tavolette, compresse ed estratti fluidi), ma anche la pianta nella sua totalità per ottenere una Tintura Madre. Ora, già queste due [&#8230;]</p>
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		<title>Una sferzata di energia a mani nude</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 07:13:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le frizioni sono una tecnica semplice e molto efficace per attivare la capacità di depurazione e vivacizzare le funzioni organiche. Sono sempre utili, ma lo sono maggiormente quando abbiamo bisogno di velocizzare il ricambio, quindi al cambio di stagione, per prevenire influenza e raffreddore oppure durante la convalescenza, per favorire il recupero della piena salute. Le frizioni si possono fare in molti modi diversi: con acqua fredda, oli essenziali e oli vegetali. Quelle più semplici sono però le frizioni a secco per le quali è sufficiente  una pezzuola ruvida o un piccolo asciugamano in mancanza dei quali va benissimo anche il palmo della mano. Il guanto di crine è invece sconsigliato perché stimola con troppa forza. Basta quindi, prima della colazione, dedicarsi dieci minuti e iniziare a frizionare con decisione tutto il corpo a partire dal piede destro e risalendo verso l’alto, una gamba e poi l’altra, il busto, la schiena e i reni, rimanendo qualche attimo in più in quest’area se si ha bisogno di darsi un po’ di energia, le braccia, il collo e il viso (qui è bene essere più delicati). Se invece si amano i profumi, alcuni oli essenziali diluiti in olio vegetale, possono essere utilizzati [&#8230;]</p>
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		<title>Del Vischio e del Vivere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 14:52:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Inizia l’anno e, sotto il Vischio, ci siamo augurati ogni bene. Trovo sia la pianta più indicata per far questo, il Vischio, le cui leggende sono un portato di disperazione e conforto, di tristezza e ritrovata felicità come leggiamo nell&#8217;epica e nel mito: Caronte, il traghettatore infero, ostacola il passaggio di Enea il quale, ancora vivo, non ha il permesso di raggiungere le terre dei morti. Tuttavia, appena scorge in mano all’eroe un ramo di Vischio, egli si rallegra e gli permette di attraversare lo Stige per incontrare il defunto e amato padre; Frigga, consorte di Odino, piange il figlio ucciso con una freccia ottenuta dal legno di Vischio e tuttavia, la stessa pianta che ha fornito la materia prima per la morte accoglie le lacrime della dea e le trasforma in bianche perle a ricordo e consolazione della sua perdita. Il Vischio ripropone la sua ambivalenza anche come rimedio erboristico il cui potenziale salutare è coniugato a una certa tossicità (superata in gemmoterapia e omeopatia attraverso la scelta di specifici tessuti vegetali e tecniche estrattive). Insomma, nell’utilizzare e osservare questa pianta, l’uomo vi ha scorto l’ambivalenza della vita stessa, fatta di luci e ombre, di grandi impedimenti e improvvise [&#8230;]</p>
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		<title>Con passi leggeri Betulla si avvicina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2015 14:29:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sebbene ci aspettino ancora giornate fredde, nebbiose e forse qualche nevicata, sotto terra la primavera ha già dato il via a un brulichio vitale che non tarderà a rendersi manifesto agli occhi. Uno degli alberi che tipicamente sono legati a questo momento dell&#8217;anno è la Betulla dalla bianca corteccia. Il folklore popolare e la mitologia nordica vedono nella Betulla l&#8217;incarnazione della stessa primavera o comunque di divinità benefiche che proteggono l&#8217;uomo, gli donano bellezza, giovinezza e amore. Troviamo tanti fitoderivati a base di Betulla, che vengono utilizzati principalmente per depurare e drenare i tessuti, facilitando così l&#8217;eliminazione delle tossine accumulate nei mesi invernali in cui si è più sedentari. Alcuni di questi rimedi ridonano invece giovinezza e nuova lucidità a livello mentale (spazzando via la stanchezza e anche una certa tristezza) e altri riattivano l&#8217;energia vitale più profonda (quella legata agli organi della riproduzione). Se dovessimo individuare in Betulla un archetipo, dovremmo vederla come una giovane dea dell&#8217;amore e della bellezza che, con i capelli al vento, attraversa e risveglia il mondo della natura e l&#8217;uomo.</p>
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		<title>Per chi ha bisogno di concentrarsi un pò</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 11:34:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“C’è molta pulizia da fare. Le tue scarpe, i tuoi vestiti, ma soprattutto è la tua mente che andrà ripulita di tutti i residui del passato”. Così Bashi, uno dei protagonisti del romanzo Un uomo migliore di Anita Nair, descrive gli effetti benefici della Centella, pianta che viene dalle zone calde e umide del nostro pianeta e che da noi è conosciuta soprattutto (e qualche volta solamente) per il suo effetto benefico per la circolazione sanguigna. La medicina tradizionale indiana annovera Centella asiatica tra i Rasayana, rimedi particolari, considerati capaci di prolungare la vita; in occidente diremmo che si tratta di un rimedio antiossidante, infatti, contrastare la produzione di sostanze ossidanti significa preservare le funzioni fisiologiche dell’organismo e quindi invecchiare più lentamente. L’azione antiossidante di Centella si esplica in modo evidente a livello cerebrale ed ecco che il riferimento di Bashi alla necessità di “ripulire la mente” diventa chiaro: si tratta di eliminare radicali liberi che danneggiano le strutture cerebrali rallentandone e inficiandone l’efficienza funzionale. Questa pianta è inoltre adatta per migliorare l’ossigenazione cerebrale e permettere ai neuroni di comunicare meglio tra loro. L&#8217;effetto sul cervello implica di conseguenza un effetto sulla mente e sulla capacità di formulare pensieri più chiari e ordinati, [&#8230;]</p>
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		<title>La relatività del latticino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 11:27:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Facendo riferimento all’articolo precedente, qualcuno mi ha fatto notare che i latticini sono un prodotto tradizionale di molte popolazioni e che i primi allevatori nomadi di certo se ne nutrivano. Questo è senz’altro vero. Tuttavia, credo che quando non si è in salute è meglio cambiare il proprio tipo di alimentazione andando verso quei cibi che sono più facili da digerire e assimilare, mentre si abbandonano per qualche tempo i cibi che concorrerebbero ad un aggravamento o almeno rallenterebbero la guarigione. Per quanto riguarda l’uso dei latticini, va ricordato che tradizionalmente il latte era lasciato per i piccoli degli animali e che i capi di bestiame posseduti da un allevatore non erano molti; questo significa che per l’uomo rimaneva ben poco latte. Tradizionalmente poi non esistevano metodi industriali per la conservazione e il latte doveva essere fatto irrancidire, cioè fermentare per poter essere conservato. E’ così che abbiamo inventato yogurt e kefir (oltre ad altri fermentati meno conosciuti). Il lattosio in questi prodotti viene pre-digerito e i fermenti contribuiscono alla salute intestinale. Inoltre si sa che l’alimentazione dei popoli allevatori non era particolarmente ricca, quindi i prodotti caseari erano necessari per fornire un po’ di sostanze grasse, altrimenti assenti. Oggi [&#8230;]</p>
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		<title>Malanni di stagione!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 11:21:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra la fine dell&#8217;anno e l&#8217;inizio di quello successivo, entrati ormai nella stagione invernale, entriamo anche nel periodo per eccellenza di influenze e raffreddori. Grazie a un&#8217;attenta preparazione naturopatica è possibile per molti non prendersi nessun malanno o almeno avere una sintomatologia ridotta e una pronta risoluzione. Tra i fastidi più importanti di questi mali di stagione vi è l&#8217;eccesso di muco che può manifestarsi sotto forma di tosse grassa, naso che cola, sinusite, pesantezza a livello di stomaco e intestino. La produzione di muco è una strategia del nostro corpo per potersi difendere da infezioni e infiammazioni. Di fatto è quindi utile all&#8217;organismo come lubrificante e per trasportare le sostanze che devono essere eliminate verso le vie d&#8217;uscita. Tuttavia, quando è in eccesso, questa sostanza rallenta le funzioni intestinali, diminuisce l’assorbimento di sostanze nutritive, crea un ambiente molto favorevole alla proliferazione batterica e, secondo alcuni, è anche coinvolto nelle crisi asmatiche. Dal punto di vista alimentare zuccheri come il galattosio (che con il glucosio forma il lattosio) e proteine  come la caseina (in particolare la alfa-caseomorfina), contenuta nel latte, sono tra le sostanze (ma non le uniche) utilizzate dal corpo per produrre muco. Ne deduciamo che nella maggior parte dei casi , quando [&#8230;]</p>
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		<title>Insieme al cambio dell&#8217;armadio mi cambio anche la dispensa!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Pavanello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 09:42:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; giunto il momento di fare il cambio di stagione. Il freddo obbliga anche i ritardatari a tirar fuori maglioni, calze e giacche pesanti. Perché non pensiamo di fare un cambio anche nella dispensa e orientarci su cibi più adatti ai  mesi autunnali/invernali? Tutti lo dicono: &#8220;Siamo troppo grano-dipendenti&#8221;, nel senso che il nostro cereale di riferimento è sempre lo stesso, con le conseguenze che questo comporta, vedi le sempre più diffuse intolleranze (che sono, nella maggior parte dei casi, null&#8217;altro se non una manifestazione di monotonia culinaria). La soluzione pare semplice: cereali integrali diversi dal frumeno. Oggi vi propongo un mio grande amore e un mio non tanto grande amore, ovvero Avena e Segale. Entrambe sono adatte al periodo freddo, perché proteiche, ricche di grassi polinsaturi (acido linoleico) e &#8220;riscaldanti&#8221;. L&#8217;Avena attiva la tiroide e quindi il metabolismo, per questo ci &#8220;riscalda&#8221;. La sua fibra (salita alla ribalta grazie alla famosa dieta iperproteica che preferisco non nominare)  oltre a dare un duraturo senso di sazietà, rende la curva glicemica più dolce (ovvero non si ha un picco glicemico con tutto quel che questo comporta per i disturbi metabolici e le conseguenti patologie correlate) e i nutrienti vengono assorbiti lentamente. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deborahpavanello.it/cambio-stagione-cambio-dispensa/">Insieme al cambio dell&#8217;armadio mi cambio anche la dispensa!</a> proviene da <a href="https://www.deborahpavanello.it">Deborah Pavanello</a>.</p>
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