Yoga: la pratica del mutare forma

Questa cosa magica del “muta-forma” mi ha sempre affascinata fin da bambina. I racconti degli sciamani e degli uomini-medicina che potevano diventare animali, essere invisibili e conoscere altre dimensioni mi ha sempre rapita.

Lo Yoga mi ha aiutata a mutare la mia forma; posso essere luna, corvo, cane, fulmine… Ma non solo, questo cambiare forma esteriore cambia ciò che sento, penso, vivo e mi permette di perlustrare le dimensioni interiori.

Gli studi e le pubblicazioni del nostro tempo moderno ci spiegano, con il loro linguaggio scientifico, che il cambiare forma dello Yoga (asana) informa e modifica le strutture organiche e le loro funzioni.
Migliora il tessuto cerebrale (ippocampo, amigdala, corteccia prefrontale) e la sua efficienza, con lo sviluppo di una buona memoria, di capacità decisionali e stabilità dell’umore.
Migliora il sistema nervoso con un riequilibrio tra sistema simpatico e parasimpatico che, di conseguenza, significa ottimizzazione delle funzioni immunitarie, circolatorie, digestive e molto altro.

Questi cambiamenti si possono inoltre percepire come sensazioni differenti, per esempio sentire di avere più spazio, o di muoversi in uno spazio più ampio, di relazionarsi in modo differente con la realtà riuscendo più facilmente ad agire invece che reagire, di essere più adattabili nei momenti di transizione, di entrare in contatto con nuove idee, di ristabilire percorsi interiori, di trovare vie di guarigione profonda.

Tutto il nostro insieme corpo-mente viene rimaneggiato da questo cambiamento che pare solo esteriore, ma che solo esteriore non è, con la possibilità di dare spazio creativo a nuove manifestazioni, più coerenti con la natura più profonda di ognuno.

Approfondimento: mini-video Diventare Luna – Chandranamaskar

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