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	<title>a tavola Archivi - Deborah Pavanello</title>
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	<description>Naturopatia &#38; Yoga</description>
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	<title>a tavola Archivi - Deborah Pavanello</title>
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		<title>Onnivori, vegetariani o vegani? Gli insegnamenti base della naturopatia.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 13:49:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quale alimentazione è più utile per il benessere nostro e del pianeta?Dovremmo essere onnivori, vegetariani o vegani? In un momento in cui si parla tanto di impatto delle nostre abitudini sull&#8217;equilibrio della natura, in questo video trovate alcuni degli insegnamenti base della naturopatia per quanto riguarda il cibo. Non ho fatto riferimento ad altri punti importanti, come per esempio al fatto che sarebbe meglio consumare alimenti biologici o comunque provenienti da piccoli-medi produttori locali che seguono metodi tradizionali (non sempre serve la certificazione!) oppure che la varietà a tavola è essenziale e incide in modo sostanziale sull&#8217;equilibrio del nostro microbiota (o come si dice non in gergo, la flora batterica) sempre più povero di diversità, laddove la diversità rende più forti e adattabili. Ma sul cibo c&#8217;è così tanto da dire e condividere. Cercherò quindi di tornare su questo argomento al più presto.</p>
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		<title>Salutogenesi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più spesso si sente parlare di “salutogenesi”, un termine coniato da uno studioso di nome Aaron Antonovski (1923 – 1994) il cui significato non è difficile da indovinare, ma che si basa su un paradigma che provoca una piccola rivoluzione nel comune modo di pensare e, guarda caso, chiama in causa consapevolezza e coscienza. Da quasi quarant&#8217;anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ritiene più che la salute corrisponda all&#8217;assenza di patologie, ma sia piuttosto una condizione che possiamo identificare come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Sempre l’OMS si sta impegnando ormai da tempo in progetti di promozione della salute. Se per anni il nostro modello di pensiero è stato di tipo patogenetico, ovvero ha riguardato la ricerca della causa della malattia (per esempio quale virus ne è responsabile), oggi il modello salutogenetico chiede di cambiare punto di vista e focalizzare la propria attenzione su cosa non ci fa ammalare e dunque ci mantiene in salute. Questo non riguarda solo il corpo, ma anche la psiche e le relazione sociali. Ci viene chiesto di considerare la salute non come un equilibrio statico, ma come il risultato di un’interazione dinamica tra fattori di protezione e fattori che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deborahpavanello.it/salutogenesi/">Salutogenesi</a> proviene da <a href="https://www.deborahpavanello.it">Deborah Pavanello</a>.</p>
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		<title>Cosa intendiamo quando diciamo: “Vado dal naturopata”?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 13:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sollecitata dall&#8217;osservazione quotidiana sul mio lavoro, dalle persone che si rivolgono alla naturopatia per consigli e suggerimenti, dal confronto con i colleghi e dalle domande dei miei allievi mi trovo a voler fare alcune precisazioni su cosa si intende, o piuttosto si dovrebbe intendere, quando si dice: “Vado dal naturopata”. Se l’aspettativa è di incontrare un esperto in grado di suggerirci un rimedio naturale al posto di un farmaco cosiddetto “classico” o “ufficiale” o ancora “allopatico”, vi informo che ci si sta rivolgendo al professionista sbagliato. Nel senso che il naturopata è in grado di far questo, ma non è il suo compito, perché non è il suo scopo, non è il modo in cui “vede le cose” e quindi, in fondo, non gli interessa neppure. Certo, si serve di rimedi naturali (chiamiamoli genericamente così), ma, volendo, potrebbe anche non farvi ricorso. Lo so che può “suonare strano”. Tuttavia, il motivo di questo disorientamento, risiede nel fatto che ancora poche persone, pur andando dal naturopata (e pare siano sempre più numerose),&#160; non sono veramente a conoscenza di cosa la naturopatia sia e di quale logica la caratterizzi. È una pratica giovane, e anche per chi esercita questa professione penso sia [&#8230;]</p>
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		<title>Forza, calma e adattabilità nel cambiamento</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 14:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un cereale tipico dell’autunno è l’Avena. Poco conosciuta dagli antichi romani (che preferivano farro e orzo) e molto amata da quei popoli nordici chiamati barbari, abituati al freddo e a condizioni di vita assai meno agiate. Ma dei barbari abbiamo un’immagine di popolazioni forti, resistenti, coraggiose, libere, capaci di adattarsi, sempre in cammino. E l’avena, in effetti, è un cereale che offre quelle qualità e risulta quindi molto utile per facilitare la transizione tra i giorni più caldi e miti dell’estate e i giorni più freddi dell’autunno, quando dobbiamo diventare più forti e resistenti, non solo da un punto di vista fisico. Oltre al cereale nutriente e “riscaldante”, l’Avena in quanto pianta officinale offre anche rimedi (solitamente in gocce) ideali per sostenere il sistema nervoso ed equilibrare l’umore che può soffrire di alti e bassi, malumori e qualche ansia di troppo,  proprio perché sta cercando di settarsi su nuove richieste che provengono dall&#8217;ambiente (per esempio riduzione delle ore di luce). Come altri rimedi che agiscono sul sistema nervoso, l’Avena educa nel ridurre le reazioni immediate (di lotta o fuga) e aumentare le reazioni “parasimpatiche” cioè dà una sensazione di calma e centratura, apertura e buon umore. Di conseguenza, viene meno [&#8230;]</p>
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		<title>Le bionde trecce: tips per capelli belli</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 11:36:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I capelli parlano della nostra energia, del nostro livello di stress e a volte del nostro carattere! Nutrirli e avere chiome belle è faccenda che interessa tanto l&#8217;alimentazione quando la cura dall&#8217;esterno con oli vegetali e oli essenziali. Per ogni capello sfibrato dal sole, dal cloro della piscina, dai trattamenti vari o dal cambiamento di stagione sono un toccasana due cereali ricchi di minerali ristrutturanti: il miglio e l&#8217;avena. E&#8217; una buona abitudine consumarli 2-3 volte a settimana sotto forma di porridge, polpettine o semplicemente lessi con verdure. Due oli vegetali sono invece i rimedi da applicare: l&#8217;olio di Lino e l&#8217;olio di Amla. Il primo è ottenuto dai semi pressati a freddo del Linum usitatissimum, una pianta molto apprezzata fin dall&#8217;antichità in tutto il bacino mediterraneo e utilizzata anche per fibre tessili (nell&#8217;antico Egitto, di lino purissimo si vestivano i sacerdoti).  Il secondo è invece ottenuto dal frutto di  Phyllanthus emblica, anche questo un rimedio antichissimo ayurvedico annoverato tra i rasayana (quei preparati che ringiovaniscono e allungano la vita). Entrambi vengono usati per impacchi di una mezz&#8217;ora da sciacquarsi con shampoo neutro e frizioni da una a tre volte a settimana, a seconda delle necessità. Due infine sono gli oli [&#8230;]</p>
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		<title>La dolce Syke e il Fico</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 12:21:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In ogni tradizione antica, gli alberi sono stati molto più che semplici unità botaniche; essi, come tutto ciò che vive, erano considerati permeati da energie sottili. Ogni albero si pensava fosse abitato da una divinità. Incarnazioni delle forze naturali, queste entità non erano sempre grandi dei o dee. Bensì, più spesso, energie elementali che si prendevano cura della pianta, la facevano fiorire e fruttificare e con lei morivano per ricongiungersi al quel Tutto cosmico da cui erano uscite. Syke è l&#8217;amadriade (un genere specifico di ninfa) del Fico, uno degli alberi più dolci, flessuosi, morbidi e leggiadri che troviamo in molti giardini. E&#8217; lei che lo rende tale, è lei che ci dona quei frutti bellissimi e buoni, è lei che tesse le qualità dei rimedi che l&#8217;uomo può ottenere dal questa pianta. Fico è infatti molto più che un semplice albero da frutto! Dai suoi tessuti botanici, debitamente trasformarti, si estraggono dei rimedi utilizzabili da tutti perché dolci e delicati proprio come il frutto. Nello specifico, i rimedi a base di Fico (ottenuti da gemme e radichette) migliorano la funzionalità dell&#8217;apparato digerente (stomaco e intestino soprattutto) e trasmettono quella dolcezza, flessibilità e tranquillità a tutto l&#8217;organismo, aiutando a superare [&#8230;]</p>
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		<title>Quando la vita non ci va giù</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 08:00:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’esperienza quotidiana non è sempre piacevole, ci sono eventi o situazioni difficili da comprendere e accettare. La nostra parte emozionale vive in uno stato di sofferenza quella mentale, incapace di riportare ciò che accade all&#8217;interno di schemi interpretativi conosciuti,  si sente frustrata. Ma oltre alla dimensione psico-emozionale, c’è un corpo che soffre e non di rado i suoi segnali si mettono in evidenza prima che si abbia la consapevolezza di stare soffrendo su altri piani. Prima ancora di comprendere che una certa situazione “non ci va giù”, e sicuramente prima di comprenderne il perché, lo stomaco ce lo sta già comunicando. Naturalmente a modo suo, con dolori, bruciori, gonfiori, lentezza, sensazioni di pienezza, e così, in generale, possiamo sentirci stanchi, affaticati, con la testa pesante. Ippocrate suggeriva di risalire alle cause più profonde e originarie di ogni fastidio e dunque invece di portare l’attenzione a risolvere i problemi digestivi si dovrebbe imparare ad ampliare il proprio punto di vista, comprendere le motivazioni e le ragioni che si nascondono dietro un fatto, aprire la mente e il cuore a nuove possibilità, oppure semplicemente capire quando è il caso di lasciare perdere (coltivare l’umiltà o “mollare il colpo”). Ma fatto questo non [&#8230;]</p>
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		<title>Obiezioni alle associazioni alimentari</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 13:20:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso coloro che non considerano in modo positivo o criticano le teorie proposte dai sistemi di associazioni alimentari, obiettano che esse sono la causa di una diminuzione delle capacità digestive dell’organismo. Al contrario, chi è favorevole scorge nelle difficoltà digestive nient’altro se non la prova che il sistema digerente è stato indebolito da abitudini alimentari che associano in modo disordinato ogni tipo cibo. In base alla mia esperienza personale e professionale ritengo che sia la varietà e la qualità ad assicurare una buona digestione oltre alla scelta di associare gli alimenti in modo da rispettare le necessità enzimatiche e le caratteristiche individuali di ogni organismo. Certo questo significa diventare più sensibili, ma lo ritengo un aspetto positivo. Infatti, in particolare quando capita di cenare o pranzare fuori casa, questa sensibilità permettere di accorsi presto se quel che si è mangiato non era preparato con la dovuta cura, mal scelto o troppo abbondante. Tuttavia, questo non dovrebbe essere considerato il risultato di un sistema digerente meno funzionante, ma al contrario di uno stomaco e un intestino che sono in grado di individuare velocemente ciò che non è salutare per l’intero organismo e che, come alcune volte capita, abbiamo fatto l’errore di [&#8230;]</p>
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		<title>Il colesterolo è davvero &#8220;il problema&#8221;?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2016 12:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Basta la parola per far emergere immagini negative, di malattia e di rischio per la propria vita. Invece, bisogna ricordare che il colesterolo è una molecola molto importate per la corretta funzionalità del nostro corpo perché è proprio di quella molecola lipidica che l&#8217;organismo si serve per sintetizzare ormoni e costruire le membrane cellulari (comprese le membrane dei neuroni cerebrali!). Una quindicina di anni fa è stato pubblicato un libro che reputo molto saggio e di buon senso sull&#8217;alimentazione al quale faccio riferimento ancora oggi. Tutte le opinioni espresse sono supportate da una seria ricerca e da riferimenti bibliografici documentati. Si tratta di un libro che molti altri conoscono, l&#8217;autore è Carlo Guglielmo e s&#8217;intitola &#8220;Il grande libro dell&#8217;Ecodieta&#8221;. A beneficio di chi da onnivoro si preoccupa tanto dei propri livelli di colesterolo (per vegetariani e vegani sono altri i discorsi da fare) vorrei riportare un estratto da pagina 123 dove si analizza il consumo di cibi di origine animale all&#8217;interno dell&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo e si osserva come il tipo di grassi consumato è notevolmente cambiato, così come è cambiata la frequenza di nutrirsi di carne e il fatto che, nel passato, dell&#8217;animale venivano mangiate molte più parti di quelle che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deborahpavanello.it/il-colesterolo-e-davvero-il-problema/">Il colesterolo è davvero &#8220;il problema&#8221;?</a> proviene da <a href="https://www.deborahpavanello.it">Deborah Pavanello</a>.</p>
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		<title>Per un corpo vivo, vitale e cosciente</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come molti ormai sanno, lo yoga è una delle discipline che associo alla naturopatia, sia nella ricerca personale sia nel lavoro con i miei clienti. Questa predilezione è dovuta alla possibilità che questa pratica offre di aumentare lo stato di consapevolezza non solo del proprio corpo ma di tutto il proprio essere. Attraverso l&#8217;armonia e la bellezza espresse dalle pozioni dello yoga è possibile condurre un percorso di consapevolezza sempre più profondo. Infatti, rimanere, anche solo per qualche respiro in una posizione che viene sentita come stabile e allineata, permette di lasciare emergere contenuti di senso dai nostri pensieri ed emozioni. Per ottenere questo risultato è necessario rendere “vivo” tutto il corpo, cioè lasciare che la coscienza lo penetri e permei completamente; è come quando assorbiamo il calore e la luce dei raggi solari. Come fare? L&#8217;attenzione va portata delicatamente, ma in modo deciso, in ogni nostra parte: articolazioni, muscoli, legamenti, ossa, pelle, organi interni e così via, perché è attraverso una percezione ampliata ed estesa che viene creato lo spazio per una maggiore coscienza di sé e si rende possibile il raggiungimento di luoghi interiori dove sembrava non ci fosse accesso alcuno. Si deve lavorare con grande accuratezza, esercitandosi sistematicamente: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deborahpavanello.it/per-un-corpo-vivo-vitale-e-cosciente/">Per un corpo vivo, vitale e cosciente</a> proviene da <a href="https://www.deborahpavanello.it">Deborah Pavanello</a>.</p>
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