Quando parliamo di Verbena spesso c’è un po’ di confusione perché sotto lo stesso nome si nascondono due piante ben distinte, appartenenti entrambe alla famiglia delle Verbenaceae ma con caratteristiche, origini e utilizzi diversi: la Verbena officinalis, quella spontanea dei nostri prati, e l’Aloysia citrodora, meglio conosciuta come Verbena odorosa o Erba Luigia.
La Verbena dei prati: Verbena officinalis
La Verbena officinalis è una pianta perenne che cresce spontanea nei nostri territori, lungo i sentieri e nei campi. Le sue foglie sono coriacee e incise alla base e i suoi fiorellini, piccoli e violetti, sono disposti in spighe sottili. Ha un portamento modesto che non deve però trarci in inganno sulle sue proprietà benefiche.
Magia e tradizione
La Verbena officinalis è tra le piante più cariche di significati magici e ricca di potere. Presso i Romani era l’erba di funzionari speciali, i verbenari, un po’ ambasciatori, un po’ sacerdoti che decidevano tra la guerra e la pace.
Era anche l’erba dei contratti che decretava relazioni stabili e durature tra gli uomini.
Sacra ad Artemide-Diana era chiamata anche “pianta della nutrice” oltre che “herba veneris”, erba di Venere, e utilizzata per preparare filtri d’amore, proteggere dalle energie negative e stimolare le capacità profetiche. La tradizione voleva che fosse raccolta con rituali precisi, benedetta prima del raccolto e conservata come talismano contro il malocchio. Non è quindi un caso che faccia parte delle “erbe magiche di San Giovanni“, raccolte la notte del 24 giugno insieme al più noto Iperico.
L’uso tradizionale riguarda le parti aeree raccolte durante la fioritura per sollevare dall’ansia, sostenere l’umore, curare l’insonnia, le infiammazioni, i disturbi digestivi, come uterotonica per favorire il mestruo e nella puerpera come galattogoga.
Acquisizioni scientifiche
La ricerca moderna, come sempre più spesso accade, sta confermando molte delle proprietà della tradizione. Il principio attivo più studiato è la verbenalina, un iridoide con proprietà calmanti e antinfiammatorie.
Uno studio pubblicato su Planta Medica (Kubica et al., 2020) oltre agli iridoidi ha evidenziato nel fitocomplesso la presenza di fenilpropanoidi, acidi fenolici, flavonoidi e terpenoidi che le conferirebbero proprietà disinfettanti, antinfiammatorie e di regolazione del dolore.
Un altro studio del 2023 (uscito sull’International Journal of Molecular Sciences) ha mostrato come la verbenalina sia un utile coadiuvante nelle infiammazioni polmonari e favorisca l’attività delle cellule Natural Killer, suggerendo un possibile utilizzo nel supporto delle difese immunitarie durante le infezioni virali.
Dobbiamo sempre ricordare che sebbene la ricerca offra spunti interessanti, essa tende sempre a porre il suo focus su molecole singole, quando le piante sono in realtà individui vegetali dal biochimismo complesso e con un messaggio di riequilibrio frutto della relazione tra i loro numerosissimi componenti attivi.
Vervain – Verbena nei Fiori di Bach
La Verbena officinale è anche Vervain dei fiori di Bach. Rappresenta il rimedio per le persone piene di entusiasmo che si innamorano facilmente di un ideale e cercano di convertire anche gli altri, rischiando di sfociare nel fanatismo o nell’iperattività mentale.
Il fiore aiuta a sviluppare tolleranza, moderazione e flessibilità, permettendo di esprimere le proprie convinzioni senza imporle agli altri, trasformando l’energia eccessiva in saggezza e rispetto per i punti di vista altrui.
E ora l’Erba Luigia: la Verbena odorosa – Aloysia citrodora
La Verbena odorosa, o Erba Luigia, è tutta un’altra storia!
Originaria del Sud America (Argentina, Cile, Perù), venne portata in Europa nel Seicento ed è oggi coltivata come pianta aromatica. Il nome del genere Aloysia fu dato dal botanico spagnolo Antonio Palau y Verdera nel 1784 per onorare Maria Luisa di Parma una figura importante alla corte spagnola e soprattutto moglie di Carlo IV, re e patrono del Real Jardín Botánico de Madrid, dove la pianta fu coltivata per la prima volta in Europa dopo essere stata importata dal Sud America. Il nome latino Aloysia è quindi la latinizzazione di “Luisa/Luigia”, mentre citrodora deriva dal latino e significa “dal profumo di limone”, descrivendo l’aroma caratteristico della pianta.
Si tratta di un arbusto legnoso che può raggiungere i due metri d’altezza, con foglie lanceolate dal caratteristico aroma agrumato. I fiori sono piccoli, bianchi o lilla, riuniti in spighe all’apice dei rami.
Usi tradizionali e ricerca scientifica
La Verbena odorosa ha una lunga tradizione in Sud America, utilizzata dai guaritori Inca, i Kallawaya, come spasmolitica e per alleviare i sintomi della bronchite. Nei paesi latinoamericani è inoltre impiegata per favorire la digestione in caso di gonfiori, coliche e indigestione.
Le proprietà spasmolitiche della Verbena odorosa sono oggi attribuite al suo contenuto di flavonoidi e oli essenziali, che hanno proprietà sedative e possono aiutare ad alleviare gli spasmi, in particolare quelli del tratto digerente.
Gli studi scientifici su Aloysia citrodora hanno evidenziato inoltre significative proprietà antiossidanti e antimicrobiche. Uno studio del 2025 (Functional Food Science) ha documentato come il verbascoside e il citrale, siano attivi in caso di stress ossidativo, stati infiammatori e possano migliorare il metabolismo degli zuccheri. Questa pianta sembra inoltre utile per il nostro microbiota.
Le foglie sono molto apprezzate in tisana (da sole o associate ad altre piante come Melissa, Malva o la stessa Verbena officinale, vedi sotto) e in liquoreria per il loro aroma inconfondibile.
In erboristeria è impiegata come digestiva, carminativa e rilassante. Il suo olio essenziale, ricco di citrale, limonene e geraniolo, è utilizzato in aromaterapia per favorire calma e rilassatezza.
Due Verbene, due vocazioni
La differenza fondamentale tra le due Verbene sta nell’approccio d’uso:
– la Verbena officinalis è principalmente una pianta con un’azione più marcata sul sistema nervoso e sulle infiammazioni,
– l’Aloysia citrodora è prima di tutto una pianta aromatica e digestiva, seppure capace di portare il buon umore per il suo piacevole profumo.
Entrambe meritano di essere conosciute e utilizzate con consapevolezza, rispettandone le indicazioni e le controindicazioni. La Verbena officinalis andrebbe evitata in gravidanza per la sua azione sull’utero, mentre mi hanno spiegato che l’olio essenziale di Erba Luigia va usato con attenzione se ci si espone al sole.
Le due Verbene da un punto di vista salutogenetico
Le due Verbene offrono prospettive molto interessanti e complementari dal punto di vista salutogenetico, che poi è il punto di vista della naturopatia.
La salutogenesi, come sviluppata da Aaron Antonovsky, si concentra su ciò che genera salute e sui fattori che supportano il benessere, piuttosto che sulle cause delle malattie. Il concetto chiave è il senso di coerenza che comprende tre dimensioni: comprensibilità, gestibilità e significatività della vita.
Verbena officinalis: il sostegno alla gestibilità
La Verbena officinalis, dal punto di vista salutogenetico, agisce principalmente sulla dimensione della gestibilità.
Le sue proprietà calmanti e regolatrici del sistema nervoso aiutano la persona a sentire di avere le risorse interne per affrontare lo stress e le tensioni quotidiane. È una pianta che lavora sulla capacità di “stare” nelle difficoltà senza sentirsi sopraffatti.
La sua azione sul sistema immunitario (come dimostrato dagli studi sulle cellule Natural Killer) rappresenta un sostegno concreto alle nostre “risorse generali di resistenza” – quelle risorse biologiche che ci permettono di mantenere l’equilibrio anche di fronte a fattori di stress come le infezioni.
Aloysia citrodora: comprensibilità e significatività
L’Erba Luigia, con il suo profumo aromatico, lavora su un piano diverso. Il suo aroma di limone richiama associazioni positive, connessioni con momenti piacevoli. Questo stimola la dimensione della significatività (trovare piacere e valore nella vita quotidiana). Le sue proprietà digestive, inoltre, hanno anche una valenza simbolica: aiutano a “digerire” non solo il cibo, ma anche le esperienze, a integrarle nel nostro sistema in modo armonioso collegando così la Verbena odorosa al senso di comprensibilità (inserire la propria esistenza in un orizzonte di senso).
Una sinergia salutogenetica
Le due Verbene potrebbero rappresentare un approccio integrato: mentre la Verbena officinale ci dà forza interiore, calma il sistema nervoso e rafforza le difese, l’odorosa ci riconnette al piacere, al presente, alla dimensione gioiosa della vita.
Insieme rappresentano l’equilibrio tra resilienza (capacità di resistere allo stress) e risonanza (capacità di vibrare con le esperienze positive della vita) entrambe fondamentali per muoversi sul continuum verso il polo della salute.
Ho assaggiato l’infuso di Verbena odorosa per la prima volta in Marocco, durante un ritiro yoga e ho pensato subito a come le due Verbene potessero, nella loro differenza creare una tisana perfetta se abbinate. Mi piace miscelarle, apprezzare il sapore deciso dell’officinale e quello delicato della citriodora.
Se vuoi leggere gli studi che ho citato:
Kubica, P., Szopa, A., Ekiert, H., et al. (2020). Verbena officinalis (Common Vervain) – A Review on the Investigations of This Medicinally Important Plant Species. Planta Medica, 86(17), 1241-1257.
Wang, Y., Zhang, X., Wei, Z., et al. (2023). Bioactive Constituents of Verbena officinalis Alleviate Inflammation and Enhance Killing Efficiency of Natural Killer Cells. International Journal of Molecular Sciences, 24(8), 7144.
Mataka, M., Athanasiadis, V., Katsarou, E., et al. (2023). Aloysia citrodora Extracts Cultivated in Greece as Antioxidants and Potent Regulators of Food Microbiota. Applied Sciences, 13(6), 3663.
Bahmani, P., Martirosyan, D. (2025). Phytochemical insights and therapeutic benefits of Aloysia citrodora (lemon verbena): implications for chronic disease prevention and functional food development. Functional Food Science, 15(1), 1-20.
